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Green Utopia 2015 – Mostra di architettura vegetale
14 aprile / 8 maggio 2015
Fabbrica del Vapore, Milano

 

Green Utopia 2015 è una mostra di architettura vegetale a cura di Maurizio Corrado. Per architettura vegetale si intendono quelle costruzioni che usano materiale vegetale, in particolare bambù, canna comune (arundo donax), paglia, legno, salice, a queste si aggiunge la terra cruda perché in quasi tutte queste tecniche viene utilizzata. Sono a tutti gli effetti le prime tecniche di costruzione utilizzate dall’uomo per la realizzazione di ripari, case, templi, granai. Da pochi anni tutte queste modalità costruttive sono tornate alla ribalta in tutto il mondo occidentale per la loro grande efficacia in termini di eco sostenibilità, efficienza bioclimatica, riciclabilità, ed economicità. Green Utopia mostra esempi concreti di ognuna di queste tecnologie in una mostra unica nel suo genere, un unico luogo concepito come una piccola città in cui toccare con mano esempi che altrimenti andrebbero cercati in luoghi diversi e lontani fra loro. Rispetto alla prima edizione del 2014, Green Utopia 2015 ha accentuato il carattere di mostra di architettura. Il curatore ha individuato e invitato per ogni tecnica i migliori rappresentanti presenti ora in Europa, chiedendo di progettare per l’occasione installazioni in grado di rappresentare al meglio ognuna delle tecniche individuate.

In particolare, un gruppo con sede in Spagna, Caña Viva, alla sua prima apparizione in Italia, noto a livello internazionale per aver riscoperto e dato nuova vita all’arundo donax. Per il bambù lo studio Ziegert Roswag Seiler Architekten Ingenieure di Berlino, pluripremiato a livello internazionale per le sue opere in cui utilizza, oltre al bambà, la terra cruda e la paglia. Per la terra cruda il gruppo italiano Collettiva Geologika attivo da molti anni nella diffusione anche didattica. Per la paglia un gruppo di due ingegneri che ha evoluto il concetto di costruzione con le balle, progettando pareti in paglia utilizzabili secondo le normative vigenti. A questi si uniscono le proposte di costruzione in legno e in materiali ecosostenibili a cura del corso “Progettazione degli elementi costruttivi – costruzioni in pietra” del prof. Ing. Marco Ferrero della Facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza di Roma. Viene riproposta la cupola in salice vivo già presente nella prima edizione in quanto unico esempio in Europa di elemento di questo tipo trasportabile. A queste tipologie costruttive si uniscono due progetti vincitori del concorso Forest Graal, che ha fra gli altri il patrocinio di ADI nazionale, che interpretano l’idea di bosco – mente.
La piccola città che ne risulta contiene anche istallazioni di artisti e sarà costantemente animata da performance, incontri, eventi.

Partecipanti alla mostra di architettura vegetale Green Utopia 2015

Casa di Arundo Donax / Bambù
A cura del gruppo Caña Viva di Barcellona

Torre in bambù
A cura dello studio Ziegert Roswag Seiler Architekten Ingenieure di Berlino e Bambuseto

Casa in legno
A cura di Casalegno

Casa in paglia
A cura di Casa Logica

Casa ecosostenibile
A cura dell’Università La Sapienza di Roma

Torre di paglia
A cura della Partecipanza di Villa Fontana

Casa in terra cruda
A cura di Geologika

Cupola di salice
A cura di Tullio Zenone

Bosco 1
A cura dell’arch. Simone Ottonello e Archiverde

Bosco 2
A cura dell’arch. Francesca Ugolini

IL TEAM DI GREEN UTOPIA 2015
A cura di Maurizio Corrado.
Cultural partner Wolters Kluwer
Coordinamento editoriale Giuseppe Rosa
In collaborazione con Milano Makers

Gruppo di progettazione
Studio Ziegert Roswag Seiler Architekten Ingenieure di Berlino
Canya Viva di Barcellona
Giacomo Mencarini
Andrea Facchi
Geologica Collettiva
Facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza di Roma

Istallazioni Gaetano Fracassio, Roberto Maci, Sergio Racanati, Urbanslow//

Visual marketing Paolo Schianchi, Christiane Burklein, Francesco Cibati

Patrocini
Accademia di Belle Arti di Verona
Accademia di Belle Arti di Bologna
La Sapienza Università di Roma
Facoltà di Ingegneria
DMC Design Management Consulting
ADI Associazione Design Industriale
Con l’adesione di AIAPP, Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio, sez. Lombardia

In collaborazione con
Bambuseto, www.bambuseto.it
Canyaviva, www.canyaviva.com
Casalegno, www.case-legno.info
Toffoli, www.toffoliserramenti.com
Casalogica, www.casalogica.it
Adp Sughero, www.adpsughero.it
Geologika Collettiva, www.geologika.org
Paruparu, www.studiomaci.it
Partecipanza Di Villa Fontana
Consulta Nazionale Della Proprieta’ Collettiva
Zenone, www.zenone.it
Archiverde, www.archiveregiardini.it
Maestro Verde


LOGO PLEISTOCITY GREEN UTOPIA

Pleistocity
Tre giorni di cultura pleistocenica
Antropologia Architettura Arte Performance Cucina Letteratura Design Geografia Paesaggio
23, 24, 25 aprile 2015
Green Utopia, Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4, Milano

 

L’idea
Tra civiltà e apocalisse, tra decadenza e progresso, c’è un’isola-che-non-c’è, un “prima” e un “dopo” che spaventa o che inspiegabilmente attrae. Gli storici lo chiamano Preistoria, gli ambientalisti Wilderness, i filosofi Utopia, ma più che uno spazio nel tempo o un tempo nello spazio è un modo di vedere il mondo per intuizioni, per lampeggiamenti, un sistema incoerente di visioni e d’idee che aiuta a pensare l’adesso-qui. Questo “paradigma Pleistocene”, da Giordano Bruno a Paul Shepard, da Lascaux a Keith Haring, attraversa in modo trasversale il pensiero scientifico, filosofico, religioso, emerge nell’arte e nelle abitudini alimentari, e si riassume in un’idea indimostrabile: noi siamo chi eravamo, fatti per muoverci e per stare fuori, siamo memoria genetica e incarnazione attuale dell’uomo del Paleolitico, i nostri gesti, i nostri processi cognitivi sono abitati dai suoi. Mobilità, leggerezza, manualità, ricerca dell’essenziale, materiali primari, comunità, racconto: le tracce di questa presenza visionaria nella cultura ufficiale sono ovunque, sono positive, sono necessarie, per sopravvivere al bordo di ogni mappa, per immaginare qualcosa al di là del muro.

L’evento
Nei duemila metri di Green Utopia, tra paleo architetture di canna palustre, cupole di salice vivo, costruzioni in terra cruda e torri di paglia e bambù, in uno scenario unico si svolgeranno tre giorni d’immersione completa nel prima e dopo, tra il Pleistocene e il futuro, tra assonanze, corrispondenze, reminescenze, analogie, apofenie, apocalissi, resurrezioni, rivelazioni, pratiche alimentari, performance narrative e artistiche, laboratori manuali e mentali.

Pleistocity
Tre giorni di cultura pleistocenica
23, 24, 25 aprile 2015
Green Utopia, Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4, Milano
A cura di Matteo Meschiari, Maurizio Corrado, Francesco Gori
Info – www.pleistocity.com